Cena Missionaria a Prozzolo

Può sembrare strano organizzare una cena missionaria proprio l’8 marzo ma di fatto sono proprio due donne a far sì che la serata sia una festa. La forza e la gioia di suor Lucia, 35 anni di missione in Angola, e l’entusiasmo e la freschezza di Alice, al rientro da una breve esperienza missionaria in Mozambico, hanno arricchito la cena organizzata dalla Parrocchia di Prozzolo. Lo scrive nel bollettino parrocchiale Chiara Rampazzo: “…Si è respirata aria di serenità e di condivisione in una cena “povera”, ma ricca di provvidenza, delle tante cose che ci sono state appositamente regalate”.


08/03/2019

Ospiti della serata:

  • Suor Lucia Colcera (salesiana missionaria in Angola)
  • Alice Gottardo (esperienza in Mozambico con don Simone)

Ero stata un po’ perplessa: la decisione di fare la Cena Missionaria di Fraternità la sera della festa della donna, faceva presagire una serata con poca gente! Ma a guardare il calendario, non c’erano poi molte alternative…

Nella fase preparatoria, quella più pratica, quest’anno abbiamo avuto degli “Aiutanti Speciali”: il gruppo giovanissimi che si trovava in parrocchia per la settimana di fraternità! A dire la verità, con loro ci siamo incrociati in più occasioni durante la settimana: la domenica a messa, il mercoledì delle ceneri, all’adorazione eucaristica di giovedì sera, che hanno animato con la loro frizzante naturalezza. E con la stessa verve hanno fatto da comitato di accoglienza all’ingresso della festa, venerdì 8 marzo sera, si, perché la cena missionaria è stata proprio una festa!

Una persona alla volta, senza rendercene conto, abbiamo completamente riempito la sala, con circa un centinaio di persone!

… dominante il color giallo mimosa donata ad ogni donna presente in sala, ha dato inizio ad una serata tutta al femminile…A guidare la preghiera prima della cena, Suor Lucia Colcera, una piccola Suora, dal volto segnato dall’età, sguardo limpido, carattere energico. La sua breve introduzione, lasciava già presagire, il coinvolgimento con la gente.

Dopo la benedizione di don Simone, ha aperto la cena un breve video a cura dell’Ufficio Missionario di Padova, sulle note di Fiorella Mannoia, “Se solo mi guardassi”, un brano molto delicato, che racconta il punto di vista dei tanti “invisibili” fratelli stranieri che vivono intorno a noi, ai quali non chiediamo mai nulla delle loro vite e che avrebbero in realtà tanto da raccontarci se solo avessimo voglia di ascoltarli.

Si è respirata aria di serenità e di condivisione in una cena “povera”, ma ricca di provvidenza, delle tante cose che ci sono state appositamente regalate.

Un piccolo staff di donne della parrocchia di Prozzolo si è occupato della cena e del servizio, nel quale la gioventù ha potuto esprimere la sua allegria e gentilezza nel servizio ai tavoli.

È stato sicuramente un momento coinvolgente nel quale ognuno dei partecipanti ha potuto fare relazioni dal commensale più vicino, a quello più nascosto.

Dopo aver consumato la cena, è iniziata l’intervista/testimonianza di Suor Lucia, dei suoi 35 anni di missione africana in Angola. Lei che con il suo parlare è riuscita ad entrare subito nel cuore delle persone presenti in sala. Parlava a tutti, ma allo stesso tempo, sembrava quasi fosse un dialogo singolare con ciascuno di noi. Ha saputo infatti trovare una modalità espressiva tale da creare totale silenzio e profonda attenzione, dal bambino più piccolo, al ragazzo, al giovane e all’adulto. Nella sua carrellata di esperienze travolgenti e stupefacenti, che lasciano trasparire una personalità decisamente intraprendente, ma totalmente immersa nella vita e nei problemi in un mondo decisamente diverso dal nostro, è emersa la sua femminilità e al tempo stesso il suo essere religiosa per scelta ad anima piena.

Sfondo alla carrellata di episodi, il tema proposto dall’ufficio missionario di Padova per la quaresima 2019, “Presta orecchio … al grido del mondo!” Dalle sue testimonianze l’eco di questo grido è emerso a tutto volume, con una sensibilità straordinaria ci ha portato dalle sue avventure di guida alle sue prodezze di infermiera durante la guerra civile, parlandoci delle tante vite che è riuscita a salvare, con strumenti e modalità molto improvvisati.

Nel parlare della femminilità africana, ha saputo calarsi nei problemi attuali che colpiscono in Italia il mondo femminile e che permeano nell’intera società, svuotata, definita vecchia e superficiale, e come possibilità di resurrezione ha concluso la sua testimonianza con una lettura dal libro del Siracide, da dove ha preso spunto per parlare di donna virtuosa, brava moglie, grazia femminile.

In questa cornice di cittadini del mondo, Alice Gottardo, 23 anni di Premaore, da voce alle motivazioni che spingono una giovane a fare esperienza seppur per un periodo breve, in un angolo di terra dove non ci sono tutte le agiatezze e i confort che noi abbiamo qui, Il Mozambico. Con un gruppo di amici, guidati da don Simone, sono stati a fare un’esperienza missionaria con i bambini dell’orfanotrofio. La semplicità di Alice è riuscita ad emozionare tutti, compresa Suor Lucia. Alice infatti si è rivista molto nei racconti di quest’ultima, del peso delle responsabilità che le donne hanno nella società africana fin da bambine, si trovano ad accudire i fratelli più piccoli, ad essere insomma già grandi, fin da piccole. Ad un certo punto c’è stato un momento di commozione nella commozione ed una pioggia di applausi di apprezzamento di una sensibilità che ai tempi nostri sembra diventata quasi rara.

A far da cappello conclusivo uno scritto di don Tonino Bello “Dammi, Signore, Un’Ala di Riserva”… Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi: non farmi più passare indifferente davanti al fratello che è rimasto davanti con l’ala, l’unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te: soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un’ala di riserva.”

“La testimonianza di suor Lucia ha lasciato il segno sia per le parole che ci ha donato e sia per la sua tenacia e la sua gioia. C’è una parola in particolare che mi è stata regalata durante questa serata, la parola Provvidenza. Grazie anche ad Alice per la testimonianza che ha condiviso con noi; con la sua emozione e il suo racconto mi ha fatto percepire la profondità dell’esperienza che ha vissuto in Mozambico…il cuore parla dritto al cuore. “(Alessandra)

Ancora una volta mi sono sentita immersa in quel mondo così diverso dal nostro … in una serata semplice ed intensa di emozioni vere” (Mara)…L’incontro con suor Lucia, nella cena di fraternità, ha lasciato in me una certezza: Il Signore mi ascolta e si fida di me.” (Domenico)…”

Un modo di accostarsi ai fratelli diverso dal nostro, più vicino a chi abbiamo di fronte. La semplicità, la condivisione, la Parola e le emozioni hanno dato vita ad una serata vera e semplice tra fratelli in Cristo Gesù. Grazie di cuore” (Samantha)…

Grazie mille per la serata … semplice ma emozionante (Silvia)…

La testimonianza di Alice mi ha commosso” (Martina)…

“L’ascolto delle due testimonianze ci ha riempito di gioia, non siamo tornati a casa stanchi ma arricchiti nello spirito. Dalla testimonianza semplice e originale di Suor Lucia abbiamo compreso quanto il nostro Dio sappia veramente lavorare con pazienza e costanza per  poi darci la forza e il coraggio di azioni difficili. L’esplosione di emozioni che ha rivelato Alice, coetanea dei nostri figli, è stata sorprendente, a dimostrazione di grande sensibilità e umiltà di cuore. Il Signore benedica entrambe: grandi testimoni di carità.” (Michele e Donatella)

…mi sento una privilegiata, nelle due interviste fatte a Suor Lucia, quella del pomeriggio è stata decisamente molto privata ed inedita, ad un certo punto ci siamo commosse entrambe per motivi diversi, probabilmente lei per i ricordi, io per una gioia nostalgica dei tre mesi in terra di missione: chi trova davvero il tesoro nascosto nel campo, di cui Marco parla nel vangelo (Mc 13, 44) e ritorna alla normalità della confusione, fuori dalla semplicità dei ritmi calmi e ricchi del ciclo della vita, cerca comunque di mantenere quel tesoro che non è fatto di soldi ma di una dimensione semplicemente intrisa di umanità ricca della sua effervescenza e brillantezza, in cui Dio si fa davvero sorgente profonda. E’ in quella dimensione che si possono leggere le lettere d’amore che Dio Padre ha scritto per tutti noi quando ha creato tutto ciò che ci circonda, e che continua ad inviare ogni giorno sulla Terra per noi nonostante il divario economico e di benessere, sempre più grande tra nord e sud, e tra occidente ed oriente. È in questa dimensione l’invito a ri-scoprire il ruolo e il valore della donna non solo come generatrice, ma soprattutto per la sua preziosa sensibilità in grado di fare eco al … Presta orecchio… al grido del mondo!

Chiara