America Latina

L’Ecuador ha una popolazione molto giovane (il 50% è sotto i 25 anni). Questi bambini ci comunicano la gioia di vivere e la loro innocenza a volte, purtroppo, violata dalle “distrazioni” degli adulti

In Brasile abbiamo creduto nella costruzione di una chiesa di comunità, attenta ai problemi sociali, per farsi voce di chi non ha voce. Lo Spirito ci ha guidati a comprendere che siamo chiamati a inserirci, accogliere e vivere uno stile di chiesa latino-americano fatto di una rete di comunità di base, in cui si vive la compartecipazione e la corresponsabilità; stile questo che ha portato alla diocesi di Duque de Caxias la ricchezza di un presbiterio che vive un grande senso di appartenenza alla propria diocesi.

I missionari fidei donum di Padova, in cooperazione con la chiesa di Duque de Caxias

Siamo in queste comunità in Ecuador, a nome vostro, convinti come voi che la chiesa è per sua natura missionaria, e deve dare la priorità ai poveri e alla parola “dono”, tramite una testimonianza concreta basata sulla preghiera costante che porta a confrontarsi con la vita reale di un Gesù che redime. Sia come laici, in nome del battesimo, sia come sacerdoti con la testimonianza di consacrazione alla chiesa, siamo persone che devono far conoscere sempre più la bontà, la misericordia, la dolcezza, il sommo bene di un Gesù che nella croce ci manifesta la via per una redenzione personale che porta a far crescere una comunità.

I missionari fidei donum di Padova, in cooperazione con la chiesa di Quito

Lettera dalle missioni

BRASILE: Un martedì di ottobre con alcune signore siamo andati a visitare una delle famiglie che hanno battezzato da poco il figlio. Vive nella comunità di Nossa Senhora da Cabeça, ai confini della nostra parrocchia che ha in totale 18 comunità. Il quartiere si chiama Jardim Paraíso, ma non ha niente di paradiso e quasi nessun giardino. Entrati nella casa, molto umile, abbiamo incontrato la mamma, ventenne, con la sorella di 16 anni incinta. Il bambino stava dormendo. Si coglie subito la situazione della giovane, povera non solo materialmente ma anche intellettualmente. Come può una ragazza pensare di uscire da una situazione simile? Non ha le capacità spirituali, materiali, umane per pensare a qualcosa di diverso! Dov’è la giustizia che dovrebbe dare a tutti la possibilità di sapere, di arrangiarsi, di sognare, di desiderare qualcosa di nuovo? Come può una persona sognare se non sa che esiste una realtà bella, alla quale anche lei ha diritto?
C’è bisogno di pane che riempia lo stomaco: ma non è questo il problema maggiore qui, nella periferia di una metropoli come Rio de Janeiro. Semmai le difficoltà, le ingiustizie.
La fame grande è di altro tipo: una salute che sia alla portata di tutti (ricchi e poveri); un’educazione che aiuti bambini e giovani a desiderare una vita diversa da quella del trafficante; una vita dignitosa senza dover cadere nella trappola della corruzione.
Misericordia penso sia il buon Dio che non giudica, ma che si avvicina e fa sentire la sua presenza amorosa a chi ha bisogno di pane di giustizia, di sapere che non è solo, di un ambiente accogliente e positivo. Come arrivare alla porta di migliaia e migliaia di persone che vivono in questa parrocchia? Alla porta dei più poveri, di chi è costretto a vivere fuori tutto il giorno ma anche di chi controlla il quartiere con le armi? Non lo so, ma chiedo al buon Dio di aiutarmi sempre a “liberare la misericordia”, a non tenerla per me e di accorgermi della vera fame delle persone, quella di una vera giustizia, una giustizia concreta!
ECUADOR: Ho imparato qui cosa significa prendersi cura dei poveri: non basta dare il superfluo per essere solidali! Loro stessi ci insegnano come dev’essere il nostro cuore verso coloro che hanno bisogno, che hanno delle difficoltà, che vivono in stato di necessità. È necessario riconoscerci bisognosi per poter capire i bisogni degli altri! Maria, nel silenzio e nell’anonimato, ne è una testimone quotidiana.
Ha circa 40 anni, madre single con 4 figli e dei nipoti. La sua casa ha le pareti in canna di bambù e il pavimento fatto con tavole sopraelevate per proteggersi un po’ dall’acqua che si stagna sotto.
Da quando era piccola Maria vive della solidarietà di famiglie che l’hanno accolta e aiutata.
Ha fatto solo le elementari e non ha un lavoro fisso ma si prodiga in ogni modo per riuscire a far studiare i figli e, allo stesso tempo, è sempre attenta a chi ha più bisogno. Lo ha dimostrato in mille diverse occasioni. Ora ad esempio sta accogliendo una ragazza adolescente, incinta, che vive in una situazione di miseria e che ha alcune difficoltà con i propri familiari. Vuole aiutarla nelle settimane prima del parto e cercare di farla poi ritornare il più serenamente possibile nella sua famiglia di origine.
Se le si domanda perché lo fa risponde sempre: “Mi piace fare il bene. Mi piace aiutare”.

Ecuador – Diocesi di San Jacinto de Yaguachi

progetti proposti dai missionari diocesani fidei donum

Brasile – Diocesi di Duque de Caxias

progetti proposti dai missionari diocesani fidei donum